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Sassotondo e il Kaos Vulcanico

Vulcanica e leggera: la malleabilità della roccia di tufo è al centro dell’azienda toscana. Sassotondo nasce in una zona altimetricamente collinare, tra i comuni di Sorano e Pitigliano, borgo in cui la roccia piroclastica contribuisce alla suggestione del paesaggio. Nel 1990, Edoardo Ventimiglia, ex cameramen, e la moglie Carla Benini, agronoma trentina, abbandonano le loro città per trasferirsi nel silenzio della campagna.

Oggi coltivano 72 ettari di terreno, di cui 12 di vigneto, hanno ristrutturato una vecchia cantina scavata nel tufo e la loro mission è stata, fin da subito, di far rivivere vecchi vitigni, come il Ciliegiolo. Attilio Pagli, profondo conoscitore del terroir, della mentalità e della curiosità di Carla, Edoardo e di Sassotondo, nonchè del Ciliegiolo, nel 2017, propone all’azienda toscana di fare un approfondito studio sui territori e sull’interazione di essi con il Ciliegiolo stesso.

Così, poco dopo, presenta ad Edoardo e Carla un agronomo cileno, Pedro Parra, consulente di terroir in tutto il mondo; si piacciono e subito decidono di intraprendere uno studio sui terreni di Sassotondo. Edoardo afferma: “Nei due anni di ricerca fatti insieme, abbiamo scavato, esplorato ed analizzato 44 buche fatte nei vigneti, presenti e futuri, per capire il comportamento delle radici in quel tratto di suolo e definire dei poligoni omogenei da cui trarre micro-vinificazioni da comparare. I risultati sono sbalorditivi”.

Questo progetto, chiamato Kaos Vulcanico, porta alla nascita di nuovi vini, tutti a base Ciliegiolo, come il Poggio Pinzo, che nasce a Sovana, nella Vigna Senza Fine e il Monte Calvo che, invece, nasce a Pitigliano, nella Vigna San Lorenzo. I due anni di studi effettuati con Pedro Parra, però, portano anche riflessioni profonde e sguardo attento e vigile verso il futuro, tant’è che nel 2020 Carla e Edoardo decidono di piantare la Vigna Giardino, il reimpianto di una parcella della Vigna San Lorenzo.

L’ultima nata è stata suddivisa in ben sette appezzamenti, tutti impiantati con il Ciliegiolo, che affonda le proprie radici in ognuno di questi appezzamenti con l’aiuto di un portainnesto diverso, così da poterne valutare al meglio l’interazione con il terreno.

Il Ciliegiolo Monte Calvo 2018 nasce dalla Vigna San Lorenzo con il lavoro di Pedro Parra e prende il nome da un piccolo vulcano che appartiene al complesso vulsineo. Vinificato in acciaio, trascorre un periodo di invecchiamento in botti di legno da 10 hl per circa 12 mesi; il vino viene poi imbottigliato e riposa in cantina per circa 6 mesi prima di essere posto in commercio. Alla vista si presenta di colore rosso rubino con vivaci riflessi violacei; ciliegie, more ed erbe aromatiche dominano un bouquet olfattivo inteso, complesso ed elegante che spazia su sentori floreali, lievemente minerali e speziati. Il sorso è morbido, elegante e corrispondente, il retro olfatto regala note leggermente vanigliate e di pepe bianco; la grande freschezza e la buona ma, nobile dote tannica lasciano intravedere il lungo potenziale evolutivo.