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Lògos, quando un Verdicchio Riserva preserva il Bio

di Annacarla Tredici

E’ da pochi anni che Stefano Bondanelli produce Verdicchio dei Castelli di Jesi. Lui è un geologo, viticolture ed enologo al contempo che, come il nome aziendale lascia presagire, proviene da Ferrara e si è trasferito a Senigallia (che ricade nella Doc, anche se i gourmet la associano in prima battuta ai due super ristoranti Uliassi e La Madonnina del Pescatore) per seguire la passione del vino.

In particolare, le uve di questo Lògos sono quelle di Castelleone di Suasa (altro comune generalmente poco associato al Verdicchio), nella Val Misa, nel nord della denominazione.

Uve e terreni – quelli molto calcarei di Castelleone – che solitamente restituiscono Verdicchio particolarmente lineari e floreali. E se la nota floreale in questo Lògos sembra invece restare sotto traccia, la linearità è proprio quella riconoscibile della Val Misa. Questa versione si pone in linea con le precedenti sul piano qualitativo, mentre sul piano organolettico le note vegetali fanno largo ai terziari.

Lògos Castelli di Jesi Verdicchio Riserva 2016

lògos

Lògos

Da uve verdicchio in purezza che maturano in acciaio sui lieviti per 9 mesi. Giallo paglierino con riflessi dorati, il profumo, di notevole austerità, è sottile e penetrante, giocato su note di idrocarburi su un fondo di frutta gialla matura e albicocca candita. Ammandorlato al palato sin dal centro bocca, sottile, più giocato sul sale che sull’acidità, anche leggermente grasso, chiude su note di pietra focaia e albicocca.