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Funaro, dall’ecocompatibilità al Nero d’Avola

di Antonio Stanzione

Tra Santa Ninfa e Salemi, in provincia di Trapani, sorge l’azienda agricola Funaro, nata nel 2003, quando Tiziana, Clemente e Giacomo Funaro decidono di valorizzare le uve coltivate nei vigneti di famiglia da tre generazioni, impegnandosi, in prima persona, nell’attività produttiva. I tre fratelli sono sempre stati attenti all’ambiente e hanno, da subito, deciso di condurre la coltivazione dei propri terreni secondo le norme dell’agricoltura biologica.

Degli 85 ettari di proprietà, 60 sono coltivati a vigneti, tra i 150 e i 450 mslm e tra questi spiccano, oltre ai vitigni autoctoni quali Inzolia, Cataratto, Grillo, Zibibbo, Nero d’Avola e Perricone, anche varietà internazionali come Chardonnay, Muller Thurgau, Syrah, Merlot e Cabernet Sauvignon. Una pluralità di varietà che rende i vini e la visione dell’azienda all’avanguardia, sia da un punto di vista qualitativo che commerciale e, tutti i nettari proposti esprimono una qualità media molto alta.

La maniacale attenzione verso l’ambiente e i prodotti si riscontra in tutte le fasi produttive, la cantina è stata realizzata secondo moderne tecniche di architettura ecocompatibile, che consentono di ridurre al massimo l’emissione di Co2 nell’ambiente e le acque reflue vengono depurate naturalmente, mediante un processo di fitodepurazione attiva, con un sistema integrato di roccia vulcanica filtrante e canne palustri micorrizate;

ciò consente di riutilizzarle per l’irrigazione delle colture agricole. Non mancano alcune chicche come il Metodo Classico Millesimato Extra Brut, un Blanc de Blanc, che sosta sui lieviti per almeno 36 mesi, prodotto in poco più di 600 esemplari, senza dimenticare quello che è il vino di punta dell’azienda, “Omnis” un Nero d’Avola in purezza.

Le uve provengono dal territorio di Santa Ninfa ad un’altitudine di circa 400 metri s.l.m. Il terreno, a giacitura collinare, è prevalentemente calcareo-gessoso con una buona frazione di argilla; dopo la vinificazione in acciaio, il vino passa alla successiva fase di maturazione che avviene in barriques di rovere francese ed americano per circa 12 mesi, a cui segue un lungo affinamento in bottiglia.

L’annata 2017 si presenta nel calice di colore rosso porpora con riflessi rubino, al naso sprigiona subito sentori di vaniglia, tabacco e cacao, che accompagnano note di frutti rossi maturi, piccoli frutti di bosco e cenni speziati, il tutto accompagnato da sbuffi minerali. Il sorso è morbido ed equilibrato, la vellutata trama tannica, unita a grande freschezza e sapidità, ce ne fa intravedere un buon potenziale evolutivo e ci porta ad un finale speziato e molto persistente.