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Alla Scoperta di Massimago

di Pasquale Davide Longo

Massimago, da dolce casa di campagna è diventata un atelier, un laboratorio creativo. Da 15 anni sta crescendo e si distingue da altre aziende per la sua identità. In questi anni ho imparato molto dalla natura, dalle persone che credono nel mio progetto e soprattutto dai miei errori e dalle mie soddisfazioni.

Io e Massimago ci teniamo per mano, passo dopo passo, prima o dopo arriveremo, ma per favore non metteteci fretta, il tempo e la natura sono lenti ed inarrestabili.”

E’ questo l’incipit di Camilla Rossi Chauvenet quando descrive la propria azienda, un’azienda a conduzione familiare incastonata nella Vallata di Mezzane, una zona profondamente agricola della Valpolicella che si sviluppa nel versante est dell’areale.

Il nome “Massimago” deriva da Maximum Agium, ovvero Massimo Benessere.

I vigneti dall’azienda si estendono su terreni ricchi di argille, marne e calcare che permettono alle uve autoctone della Valpolicella, Corvina, Corvinone e Rondinella, di esprimersi al meglio, dando origine a vini contraddistinti da grande eleganza ed equilibrio.

Camilla racconta la sua storia di produttrice iniziata nel 2003, dopo aver seguito un corso da sommelier che le ha cambiato la vita.

Le etichette, ispirate dall’opera “Italian Facebook” di Franco Chiari, hanno un carattere leggero e giovanile per permette, proprio ai vini complessi, di arrivare sulle tavole di tutti e soprattutto dei più giovani, perché come ribadisce Camilla – il vino non è un contenuto, ma un contenitore che ha una sua anima e una propria essenza. Un elisir che unisce le persone e che aiuta la condivisione di idee e di concetti anche complessi.

La filosofia dell’azienda Massimago si fonda sull’eccellenza, sulla creatività, sul rispetto e sull’innovazione. La gamma di vini proposta, è frutto di un’agricoltura biologica che esalta le caratteristiche produttive del territorio, e di un’inimitabile sensibilità artistica dal tocco femminile di Camilla Rossi Chauvenet.